Camminiamo Insieme – giugno 2024 – Lo scopo di Lourdes

Fausto Gei

La superficialità della vita moderna non permette alla società di avvertire
la sofferenza che talvolta colpisce i suoi membri. Il dinamismo e l’affannosa
ricerca del benessere sociale rendono l’uomo egoista e distratto per ciò che
avviene intorno a lui. Noi malati ci accorgiamo di questo comportamento e
un grande interrogativo ci assale: “perché?”. Ci dibattiamo tra due sentimenti
molto diversi: giudicare con generosità e serenità oppure essere severi?
La sofferenza è un lavacro di colpe e una espiazione.
Se gli uomini vogliono divertirsi non devono abusare di noi, che, in un
certo senso, costituiamo le valvole di sicurezza, ma devono sempre ricordare
che anche noi siamo uomini e la natura umana ha le sue esigenze. Dio ci aiuta,
ma alcuni momenti sono terribili anche per noi e, proprio allora, avvertiamo
molto fortemente il peso della sofferenza.
Per avere una visione più completa di essa bisognerebbe che tutti
assistessero alle scene che si vedono nelle Piscine di Lourdes. Quei fatti sono
una delle cose più caratteristiche di quel luogo. Nel recinto dove si trovano
le piscine, le preghiere dei pellegrini si levano alte in coro unite a quelle dei
malati. Nella cabina si prova un senso di completo abbandono nelle mani della
Vergine. E’ difficile dire quello che si prova. Non si è più su questa terra… La
rapidissima immersione nell’acqua gelida fa sussultare, ma ci illumina di tanta
serenità. Anche se non si guarisce, si esce con un viso radioso. Credo che il
miracolo più grande sia avvenuto. Si è capito, finalmente, di vivere tranquilli. Da
essa emana una forza arcana che avvince e tiene uniti tutti: malati e pellegrini
sani. I loro cuori vibrano all’unisono.
Tutto è reso più suggestivo dal silenzio solenne interrotto soltanto dal
mormorio delle acque del Gave e dal fruscio delle foglie mosse dal vento. Alcuni
uccelletti volteggiano festosi e si posano tra i malati come per raccogliere le
loro preghiere e portarle più in alto. Sul piazzale del Rosario poi le funzioni si
fanno molto sublimi. Là non si pensa più a se stessi, ma si prega per tutti.

In nessun altro luogo si capisce l’universalità della sofferenza. Anche i
cuori più duri si commuovono.
Molto alte si levano le invocazioni. Tutta la folla è scossa da un fremito.
“Signore abbi pietà di noi! Signore, colui che Tu ami è ammalato. Signore,
se vuoi puoi guarirmi! Signore, che veda! Che oda! Che cammini!”. Poi la
dimostrazione dell’accettazione della volontà di Dio: “Signore, la Tua volontà
sia fatta sulla terra come in Cielo”. In questo clima di Paradiso, tra i canti
osannanti, passa Gesù benedicente.
Sì Lourdes ha un grande potere catartico: ci purifica e ci libera da tutti
quei dolori che funestano la vita, perché opprimono l’animo. Non sempre si è
liberati dai mali che tormentano il corpo. Sempre, però, si lasciano a Lourdes
tutti quei mali che affliggono l’animo e cercano di distruggere i suoi impulsi.
Daniele Rops così si esprime: “Lo scopo di Lourdes non è di sopprimere
la sofferenza… Il vero scopo è di consacrare la sofferenza, di ricondurla al suo
prezioso valore, di restituirle il suo peso d’amore”.
La salute è dono, la malattia è premio. Questo è Lourdes, lo si capisce
molto chiaramente.
Fausto Gei